I PRINCIPALI AVVENIMENTI

Spostamenti della Sindone

 

30 - Venerdì 7 aprile il corpo di Gesù è avvolto in un candido lino. La mattina del giorno dopo il Sabato questo Lenzuolo viene trovato vuoto. Nell'ambiente ebraico del primo secolo un telo che aveva avvolto un cadavere era considerato un oggetto impuro, dunque da non esporre. I cristiani saranno perseguitati per tre secoli. 

Gerusalemme
Gerusalemme (M. Paolicchi) 

42 - Persecuzione della Chiesa ad opera di Agrippa I e possibile trasferimento presso il Mar Morto.
 

Urfa (Edessa)
Urfa (Edessa) - Le antiche mura
(M. Paolicchi) 
II sec. - Esiste ad Edessa (attuale Urfa - Turchia) una particolare immagine su stoffa del volto di Gesù. Nella sua Storia Ecclesiastica, Eusebio narra che Abgar V Ukama (il Nero), re di Edessa all'epoca di Cristo, era malato. Saputo dell'esistenza di Gesù di Nazareth che operava miracoli, mandò a lui un suo inviato per chiedergli di recarsi alla corte di Edessa. Gesù non andò, ma inviò una lettera. 

Una tradizione parallela è raccolta nella Dottrina di Addaï (forse una deformazione del nome dell'apostolo Giuda Taddeo), che risalirebbe alla fine del IV secolo, oppure, secondo altri autori, all'epoca dell'assedio di Edessa del 544. È una composizione siriaca che include varie leggende; secondo questa versione, Abgar inviò il suo archivista e pittore Hannan che tornò a Edessa con un'immagine di Cristo dipinta da lui e con una lettera in cui veniva promessa da Gesù l'incolumità della città.

393 - Ad Anablatha, vicino Gerusalemme, sulla via verso Bethel, Epifanio di Salamina strappa un "velo" della dimensione adatta per uso funebre, sul quale si vede, dai contorni incerti, un'immagine umana intera.
 

525 - Durante i restauri della Chiesa di S. Sofia di Edessa viene riscoperta l'immagine del volto di Gesù su stoffa acheropita (non fatta da mani umane) detta Mandylion (fazzoletto). Numerose testimonianze e descrizioni la mettono in relazione con la Sindone. C'è identità tra il volto della Sindone e le copie del Mandylion con oltre un centinaio di punti di congruenza (cioè punti di sovrapponibilità fra due figure; per il criterio legale americano sono sufficienti 60 punti per affermare che due immagini sono della stessa persona). Il volto di Edessa fu copiato nelle icone dal VI secolo e riprodotto su monete bizantine dal VII secolo; anche in questi casi i punti di congruenza sono oltre 100. 
Re Abgar V Ukama
Icona del Re Abgar con
l'immagine di Cristo
(M. Paolicchi) 
Mura di Edessa
L'immagine di Gesù viene
ritrovata nelle mura di
Edessa (M. Paolicchi) 
544 - A Edessa in una nicchia delle mura viene scoperta un'immagine di Gesù, che libera la città dall'assedio persiano ad opera del re Cosroe I Anushirvan. Vengono confezionate almeno due copie del volto, venerate nella chiesa dei Nestoriani e in quella dei Giacobiti, mentre il Mandylion autentico si venera nella chiesa Grande (S. Sofia) ufficiata dai Melkiti-Calcedonesi.
L'assedio di Edessa
L'immagine di Gesù libera 
Edessa dall'assedio
(M. Paolicchi) 

944 - In seguito ad uno stretto assedio, in giugno i Bizantini si fanno consegnare il Mandylion dalle autorità islamiche del sultanato arabo di Edessa. La teca viene portata a Samosata (presso l’attuale Samsat – Turchia) per un primo controllo con le copie. Poi il corteo si dirige verso la Bitinia, passando forse per Cesarea di Cappadocia (attuale Kayseri – Turchia) e Laodicea (presso l’attuale Denizli – Turchia). In un villaggio presso il fiume Sangarius viene accolto dalle autorità imperiali guidate dal cubicularius Teofane (prima decade di agosto). Il 15 agosto la teca giunge a Costantinopoli e viene riposta per una prima venerazione nella chiesa di S. Maria delle Blacherne. Il giorno successivo una solenne processione accompagna il trasporto della teca per le vie di Costantinopoli fino a S. Sofia. Di qui la teca con il Mandylion viene portata nel Bukoleon (il palazzo imperiale) e riposta nella Cappella di S. Maria del Faro insieme con le altre reliquie della Passione. Dell'arrivo del Mandylion a Costantinopoli ne abbiamo testimonianza nell'omelia attribuita a Costantino VII Porfirogenito (imperatore di Costantinopoli dal 912 al 959) e nel resoconto di Gregorio il Referendario. Il Mandylion con ogni probabilità era la Sindone ripiegata in otto strati in modo da far vedere solo il volto. L'immagine del corpo di Cristo viene riprodotta con particolari ispirati alla Sindone; per esempio nel manoscritto Pray di Budapest datato 1192 -1195. L'asimmetria degli arti inferiori che si osserva sulla Reliquia (gamba sinistra più flessa) fa nascere la leggenda del Cristo zoppo, riprodotta dagli artisti con la cosiddetta "curva bizantina" e con il poggiapiedi della croce inclinato.

1095 - Una lettera attribuita all’imperatore Alessio I Comneno elenca, fra le reliquie custodite a Costantinopoli, «i teli che furono trovati nel sepolcro dopo la Risurrezione».

1171 - Manuele I Comneno mostra ad Amalrico, re dei Latini di Gerusalemme, le reliquie della Passione, tra le quali è la Sindone.

1201 - Nicola Mesarite, custode delle reliquie conservate nella cappella di S. Maria del Faro, afferma che vi erano custoditi anche i teli sepolcrali di Cristo. 

1204 - Robert de Clary, cronista della IV Crociata, scrive nella sua opera La conquête de Constantinople che prima della caduta di Costantinopoli (14 aprile 1204) in mano ai crociati occidentali, una Sydoine veniva esposta ogni venerdì nella Chiesa di S. Maria di Blachernae e che su quel telo la figura del Cristo era chiaramente visibile; "Ma - aggiunge - nessuno, né greco, né francese, sa ora cosa sia avvenuto del Lenzuolo dopo che fu conquistata la città". La Sindone sparisce così da Costantinopoli ed è probabile che il timore della scomunica esistente per i ladri di reliquie ne abbia provocato l'occultamento. Molti indizi fanno pensare che fu portata in Europa da Othon de la Roche, uno dei capi della IV crociata, Duca Latino di Atene. Nel castello di Ray-sur-Saône, residenza della famiglia de La Roche, è ancora conservato il cofanetto in cui è stata custodita la Sindone. Per un periodo probabilmente fu conservata dai Templari, un ordine cavalleresco crociato.
Istanbul (Costantinopoli)
Istanbul (Costantinopoli) - S. Sofia
(M. Paolicchi) 

1314 - I Templari sono condannati al rogo come eretici, accusati anche di un culto segreto ad un Volto che pare riprodotto dalla Sindone. Uno di essi si chiamava Geoffroy de Charny.
 

Lirey
Lirey - La Chapelle (ML)
1356 - Geoffroy de Charny, cavaliere crociato omonimo del precedente, consegna la Sindone ai canonici di Lirey, presso Troyes, in Francia. Il prezioso telo era in suo possesso da almeno tre anni. Sua moglie, Jeanne de Vergy, è una pronipote di Othon de la Roche.
 

1389 - Pierre d'Arcis, vescovo di Troyes, proibisce l'ostensione della Sindone. 

1390 - Clemente VII, antipapa di Avignone, tratta della Sindone in due Bolle e due lettere.

1453 - Marguerite de Charny, discendente di Geoffroy, cede il Lenzuolo ad Anna di Lusignano, moglie del duca Ludovico di Savoia, che lo custodirà a Chambéry. 

1506 - Papa Giulio II approva la Messa e l'Ufficio proprio della Sindone, permettendone il culto pubblico. La festa viene fissata al 4 maggio. 

1532 - Incendio a Chambéry nella notte fra il 3 e il 4 dicembre: l'urna di legno rivestita d'argento, che custodisce la Sindone nella Sainte-Chapelle del castello dei Savoia, ha un lato arroventato e la Reliquia subisce notevoli danni. 

1534 - Dopo una verifica dello stato della Reliquia, le suore Clarisse cuciranno i rattoppi e la tela d'Olanda come fodera di sostegno.

Chambéry
Chambéry - La Sainte-Chapelle
(M. Paolicchi)

1535 - Per motivi bellici il Lenzuolo è trasferito a Torino e successivamente a Vercelli, Milano, Nizza e di nuovo Vercelli; qui rimane fino al 1561, quando viene riportato a Chambéry.
 

Torino
Torino - Il Duomo (M. Paolicchi)

1578 - Emanuele Filiberto il 14 settembre trasferisce la Sindone a Torino, per abbreviare il viaggio a S. Carlo Borromeo che vuole andare a venerarla per sciogliere un voto. Da allora le ostensioni si succedono per particolari celebrazioni di Casa Savoia o per Giubilei. 

1694 - Il 1º giugno avviene la sistemazione definitiva della Sindone nella Cappella dell’architetto Guarino Guarini annessa al Duomo di Torino. In quell'anno il beato Sebastiano Valfrè rinforza i rattoppi e i rammendi.

1706 - In giugno la Sindone viene trasferita a Genova a causa dell’assedio di Torino, al termine del quale, in ottobre, viene riportata nel capoluogo piemontese.
 

1898 - Prima fotografia, eseguita dall'avv. Secondo Pia fra il 25 e il 28 maggio. Dall'emozionante scoperta del negativo fotografico, che rivela con incredibile precisione le sembianze dell'Uomo della Sindone, iniziano studi e ricerche, soprattutto medico-legali. 

1931 - Durante l'ostensione per il matrimonio di Umberto di Savoia, la Sindone viene fotografata di nuovo da Giuseppe Enrie, fotografo professionista. 

1933 - Ostensione per commemorare il XIX Centenario della Redenzione. 

1939/1946 - Durante la Seconda Guerra mondiale, la Sindone viene nascosta nel Santuario di Montevergine (Avellino) dal 25 settembre 1939 al 28 ottobre 1946. 

Santuario di Montevergine
Santuario di Montevergine (Avellino)
(SMV)

1969 - Dal 16 al 18 giugno avviene una ricognizione della reliquia da parte di una commissione di studio nominata dal cardinale Michele Pellegrino. Prima fotografia a colori, eseguita da Giovanni Battista Judica Cordiglia.
 

Cupole del Duomo e della Cappella
Cupole del Duomo e della
Cappella della Sindone
(M. Paolicchi)

1973 - Prima ostensione televisiva in diretta (23 novembre). Nuova ricognizione della reliquia. Prelievi di Max Frei e Gilbert Raes.

1978 - Celebrazione del IV Centenario del trasferimento della Sindone da Chambéry a Torino, con ostensione pubblica dal 26 agosto all'8 ottobre e Congresso Internazionale di studio. Al termine, dall’8 al 14 ottobre numerosi scienziati, prevalentemente statunitensi appartenenti allo STURP (Shroud of Turin Research Project), effettuano misure ed analisi sulla reliquia per 120 ore consecutive al fine di compiere un'indagine scientifica multidisciplinare.

1980 - Durante la visita a Torino il 13 aprile, il papa Giovanni Paolo II ha modo di venerare la Sindone nel corso di un’ostensione privata.

1983 - Il 18 marzo muore Umberto II di Savoia; per sua disposizione la Sindone è donata al Papa.

1988 - Il 21 aprile dalla Sindone viene prelevato un campione di tessuto per sottoporlo alla datazione con il metodo del Carbonio 14. In base a questa analisi, la Sindone risalirebbe al medioevo, ad un periodo compreso tra il 1260 ed il 1390 d.C. Le modalità dell'operazione di prelievo e l'attendibilità del metodo per tessuti che hanno subito vicissitudini come quelle della Sindone sono però ritenute insoddisfacenti da un numero rilevante di studiosi. Infatti, l’incendio del 1532 può aver modificato la quantità di carbonio radioattivo presente nella Sindone, alterandone così la datazione. Inoltre lo scienziato statunitense Leoncio Garza Valdés ha verificato la presenza di un complesso biologico composto da funghi e batteri che ricopre i fili sindonici come una patina e che non è eliminabile con i normali sistemi di pulizia. Nella zona del prelievo altri scienziati hanno trovato fibre di cotone che possono essere state usate per un rammendo invisibile. Tutto ciò permette di ricondurre la datazione della Sindone al I sec. d.C.

1992 - Il 7 settembre viene effettuata una ricognizione del Sacro Telo da parte di esperti invitati a suggerire iniziative ed interventi idonei a garantirne la migliore conservazione.

1993 - Il 24 febbraio il reliquiario contenente la Sindone è temporaneamente trasferito dietro l’altare maggiore del Duomo di Torino per consentire i lavori di restauro della cappella guariniana. Il reliquiario viene posto in una teca di cristallo con le pareti spesse 39 mm.

1995 - Il 5 settembre il cardinale Giovanni Saldarini, arcivescovo di Torino e custode della Sindone, annuncia le due prossime ostensioni, stabilite dal 18 aprile al 14 giugno 1998 (per celebrare il centenario della prima fotografia) e dal 29 aprile all’11 giugno del 2000 (in occasione del Grande Giubileo della Redenzione). Durante l’ostensione del 1998 si svolgeranno a Torino dal 5 al 7 giugno i lavori del III Congresso Internazionale di Studi Sindonici, organizzato dal Centro Internazionale di Sindonologia di Torino. Successivamente il 29 maggio 1998 sono state variate le date relative all'ostensione del 2000 che avrà luogo dal 26 agosto al 22 ottobre.
 

1997 - Nella notte tra l’11 e il 12 aprile un incendio provoca gravissimi danni alla Cappella della Sindone. Fortunatamente dal 1993 il Lenzuolo era stato trasferito nel Duomo a causa dei lavori di restauro della Cappella. Questo fatto ha permesso ai Vigili del Fuoco (http://www.vvf.torino.it) di avvicinarsi alla speciale teca di cristallo per romperla e salvare la Sindone. Il 14 aprile una commissione di esperti, composta anche dal cardinale Giovanni Saldarini, ha esaminato lo stato del Lenzuolo. È stato constatato che nessun danno si è verificato e il cardinale ha confermato le ostensioni programmate per il 1998 e per il 2000 a Torino. Il 25 giugno nella chiesa del SS. Sudario si è svolta un'ostensione privata. In quell'occasione sono state realizzate immagini della Sindone in alta definizione con speciali apparecchiature: serviranno agli studiosi, ma in particolare per il film-documentario ufficiale dell'esposizione. Durante l'ostensione privata  sono state scattate nuove fotografie da parte di Giancarlo Durante.
Cupola della Cappella bruciata
Cupola della Cappella
della Sindone bruciata
nell'incendio del 1997
(M. Paolicchi) 
La Sindone
La Sindone esposta nel
Duomo di Torino (M. Marinelli)
1998 - Dal 18 aprile al 14 giugno si è tenuta un'ostensione pubblica per celebrare il centenario della prima fotografia scattata dall'avv. Secondo Pia tra il 25 e il 28 maggio 1898. Il 1998 si colloca inoltre a 1600 anni dal Concilio provinciale dei Vescovi della Gallia ospitato a Torino da san Massimo, a 400 anni dall'istituzione della Confraternita del Santissimo Sudario ed a 20 anni dall'ultima ostensione. Una teca basculante è stata realizzata sia per l'esposizione che per la normale conservazione del prezioso lino, che viene tenuto disteso dietro un vetro antiproiettile a tenuta stagna, in assenza di aria e in presenza di un gas inerte. Il lenzuolo è protetto dalla luce e mantenuto in condizioni climatiche costanti attraverso vari sistemi di monitoraggio. Il Santo Padre Giovanni Paolo II si è recato a Torino il 24 maggio ed ha sostato in preghiera davanti alla preziosa Reliquia. Dal 5 al 7 giugno ha avuto luogo a Torino il III Congresso Internazionale di Studi sulla Sindone dal titolo "Sindone e Scienza: Bilanci e programmi alle soglie del terzo millennio".

1999 - Nella serata di venerdi 22 gennaio c'e' stata una ricognizione della Sindone alla presenza del Custode Pontificio, card. Giovanni Saldarini, e dei membri della Commissione Diocesana per la conservazione. La ricognizione ha fornito risultati ampiamente positivi: la sistemazione nella nuova teca con gas inerte garantisce le necessarie sicurezze esterne e le condizioni ottimali di preservazione della Sindone. Mons. Severino Poletto, 66 anni, dal 19 giugno è il nuovo Arcivescovo di Torino. Lo ha nominato Giovanni Paolo II dopo aver accettato le dimissioni presentate in anticipo dal Cardinale Giovanni Saldarini per problemi di salute. L'insediamento è avvenuto il 5 settembre 1999 nel Duomo di Torino.

2000 - Dal 12 agosto al 22 ottobre si è tenuta una Ostensione pubblica in occasione del Grande Giubileo. Una nuova teca è stata realizzata per la normale conservazione del prezioso Lino, che viene tenuto disteso in presenza di un gas inerte. La precedente teca basculante verrà usata solo per le Ostensioni. Dal 2 al 6 marzo 2000 si sono svolti a Torino un Simposio Internazionale e una ricognizione sulla Sindone. Per le informazioni si può consultare la pagina Internet http://www.sindone.org/it/ostens/symposium.htm. Dal 27 al 29 agosto si è tenuto ad Orvieto (Italia) il Congresso Mondiale "Sindone 2000". Per le informazioni si può consultare il sito Internet http://web.tiscali.it/sindone2000/.
Dal 2 al 4 novembre uno scanner adattato alle necessità è stato infilato tra la parte posteriore del lino della Sindone e il "telo d'Olanda", supporto su cui la Sindone stessa venne cucita dalle suore Clarisse di Chambéry dopo l'incendio del 1532. La lettura con lo scanner è stata effettuata dal prof. Paolo Soardo dell'Istituto Nazionale Galileo Ferraris di Torino. Oltre all'esame con lo scanner, è stata effettuata una serie completa di fotografie, in bianco e nero e a colori, destinate soprattutto alla comunità scientifica. La Sindone è stata riposta nella nuova teca il 22 dicembre 2000.

2002 - Fra il 20 giugno e il 23 luglio la Sindone è stata sottoposta ad un notevole intervento che ha comportato la rimozione del restauro operato dalle suore Clarisse di Chambéry nel 1534. Tutti i rappezzi sono stati asportati e tutti i bordi carbonizzati dei fori sono stati raschiati via. I fori sono quindi divenuti più grandi e sono stati lasciati scoperti. Sul retro della Sindone è stata cucita, con aghi ricurvi e filo di seta, una nuova tela che risale a una cinquantina d’anni fa. Inoltre è stata effettuata la scansione digitale completa sia sulla superficie dove è visibile l’immagine dell’Uomo della Sindone, sia sul retro che è tornato poi ad essere nascosto dalla nuova fodera. Infine è stata realizzata una documentazione fotografica completa e sono stati operati alcuni prelievi di materiale.
Le motivazioni addotte dalla commissione che ha operato (non è stato reso noto però un elenco dei membri) riguardano la riduzione del problema delle pieghe esistenti sul telo, la tensione irregolare e incontrollata provocata dai punti di cucitura e la limitazione dei danni dovuti alla presenza di residui carboniosi. Inoltre le condizioni di pulizia della fodera erano ritenute assai preoccupanti e sotto le toppe si erano accumulati per quasi cinque secoli polvere e detriti, oltre ai frammenti di tessuto carbonizzato. L’intervento ha suscitato notevoli perplessità fra molti studiosi della Sindone: infatti non appariva necessario e urgente un intervento così drastico. Probabilmente sono anche andate perdute diverse possibili informazioni sull’oggetto.

2005 - La sera di sabato 2 aprile, alla vigilia della festa della Divina Misericordia, il Signore ha chiamato a sé il Santo Padre Giovanni Paolo II. Con lui nel 1983 la Sindone, donata da Umberto II di Savoia, è tornata al successore di San Pietro, l'apostolo che per primo la vide vuota, nel Santo Sepolcro.
Martedì 19 aprile è stato eletto Papa il Card. Joseph Ratzinger che ha scelto di chiamarsi Benedetto XVI. Il nuovo Pontefice ha sempre manifestato la sua attenzione per la Sacra Sindone, che ha nominato anche il 25 marzo durante la Via Crucis del Venerdì Santo.

2006 - La sera di giovedì 4 maggio la S. Messa nel Duomo di Torino è stata particolarmente solenne perché si celebravano i 500 anni dalla concessione della liturgia della Sindone da parte di Papa Giulio II. L’evento è stato commemorato anche nei due giorni successivi con un simposio.

2008 - Il 22 gennaio la società novarese HAL9000 ha eseguito a Torino la ripresa fotografica ad altissima definizione della Sindone. La realizzazione di questo straordinario documento fotografico è stata possibile in occasione del trasferimento temporaneo della Sindone nella sacrestia nuova del Duomo per effettuare una revisione generale dei sistemi di controllo e sicurezza della cappella e della teca che custodisce il Telo. Le acquisizioni digitali sono state condotte mediante l’utilizzo di apparati optoelettronici e meccanici appositamente realizzati e progettati, con protezioni ridondanti per operare in assoluta sicurezza alla distanza di 30 cm dal Telo. La prima fase di elaborazione ha permesso la creazione di una dettagliata riproduzione in scala reale e di una gigantografia di 12 metri di lunghezza che sono state esposte rispettivamente nel Duomo di Novara e nella piazza antistante quale simbolo del progetto culturale Passio 2008.
Il 2 giugno papa Benedetto XVI ha annunciato una nuova ostensione della Sindone per la primavera del 2010 ed ha affermato: “Sarà un'occasione quanto mai propizia per contemplare quel misterioso Volto, che silenziosamente parla al cuore degli uomini, invitandoli a riconoscervi il volto di Dio”.
 
2010 - Dal 10 aprile al 23 maggio si è tenuta una Solenne Ostensione. Il Santo Padre Benedetto XVI si è recato a Torino il 2 maggio ed ha sostato in preghiera davanti alla preziosa Reliquia.
 
2013 - Ostensione televisiva in diretta il Sabato Santo (30 marzo) a quaranta anni da quella del 1973. Il nuovo Pontefice papa Francesco invia un videomessaggio in occasione della diretta televisiva.
 
2015 - Dal 18 aprile al 24 giugno si è tenuta una Ostensione per i 200 anni dalla nascita di san Giovanni Bosco fondatore dei Salesiani. Papa Francesco si è recato a Torino il 21 giugno per una visita pastorale alla città ed ha sostato in silenzio davanti alla Sacra Sindone.

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